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10/03/2026
10:25

Comitato referendario per il No, sanzioni dalla municipale e polemiche a Siracusa

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È polemica a Siracusa dopo il verbale elevato dalla Municipale nei confronti di alcuni aderenti al Comitato per il No al referendum costituzionale che erano impegnati in attività di volantinaggio in piazza Santa Lucia. Quattro agenti hanno infatti contestato una violazione amministrativa, dando origine ad una dura quanto prevedibile reazione politica.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico, composto da Massimo Milazzo, Sara Zappulla e Angelo Greco, ha annunciato una conferenza stampa per questa mattina, alla Cgil, al fine di chiarire la sua posizione sulla vicenda. I consiglieri parlano di un verbale che, “ancor prima che illegittimo dal punto di vista giuridico”, presenterebbe “gravi profili di criticità politica” e che “non rispetta i principi di libertà, democrazia e pluralismo che devono caratterizzare la città di Siracusa”.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore conunale Sergio Imbrò, che, dopo aver sentito il comandante del nucleo Annona, ha confermato l’episodio ma ha difeso l’operato degli agenti, sostenendo che avrebbero agito nel pieno rispetto delle norme vigenti.

In particolare, Imbrò ha richiamato l’articolo 16 del Regolamento comunale per la tutela del decoro urbano e dell’igiene ambientale, approvato con delibera del Consiglio comunale n. 74 del 29 maggio 2014. La norma disciplina il volantinaggio e, per le iniziative di carattere politico o elettorale, prevede l’obbligo di una preventiva autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale, con sanzioni in caso di violazione.

Secondo l’assessore, quindi, eventuali contestazioni non dovrebbero essere rivolte agli agenti, che si sarebbero limitati ad applicare il regolamento, ma piuttosto alla cornice normativa o alla mancata richiesta di autorizzazione. Imbrò ha inoltre sottolineato come altre forze politiche, citando in particolare il Movimento 5 Stelle, rispettino abitualmente queste disposizioni, non incorrendo così in sanzioni.

La vicenda, però, rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso politico, con il tema del rapporto tra regole amministrative e libertà di espressione al centro del dibattito.

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