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11/03/2026
20:45

“Ceti subalterni nel dramma antico”: a Siracusa il convegno internazionale promosso dalla Fondazione Inda

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Ha preso il via questa mattina a palazzo Greco, in Ortigia, il convegno internazionale “Ceti subalterni nel dramma antico”, organizzato dalla Fondazione Inda e dalla redazione della rivista di studi Dioniso. L’appuntamento riunisce studiosi italiani e stranieri di teatro antico, filologia classica e letteratura greca, offrendo un’occasione di confronto su temi centrali delle opere classiche e segnando, al tempo stesso, l’avvio del percorso verso la stagione 2026 al Teatro Greco di Siracusa.

La prima sessione, moderata da Margherita Rubino (Università di Genova), ha visto gli interventi di Laura Swift (Oxford University) su “The figure of the Nurse in Greek Tragedy” e di Alessandro Grilli (Università di Pisa) su “Subalternità sociale e drammaturgia: il caso della commedia greca”.

Poi, dalle 14.30, la seconda sessione moderata da Elena Fabbro (Università di Pisa) con le relazioni di Marcella Farioli (Université Paris-Est Créteil), Carmela Roscino (Università di Bari) e Lucia Cecchet (Università di Milano), in relazione al ruolo delle donne nel teatro ateniese, la figura del “pedagogo-messaggero” nella ceramica siceliota e il tema dei reduci di guerra nella tragedia attica.

La giornata conclusiva, venerdì 24 ottobre, sarà aperta alle 9.30 e moderata da Caterina Mordeglia (Università di Trento). Interverranno Francesco Morosi (Università di Udine), Evert van Emde Boas (Aarhus University) e Guido Paduano (Università di Pisa) con contributi dedicati alle figure marginali nella drammaturgia euripidea e alla rappresentazione dei “piaceri degli ultimi”.

«Il tema di quest’anno – ha sottolineato, in collegamento, il sovrintendente Daniele Pitteri – dimostra come i classici restino una fonte inesauribile di riflessione sul presente. Le loro storie ci aiutano a comprendere le trasformazioni delle società contemporanee e la rinnovata evidenza delle stratificazioni sociali. Convegni come questo valorizzano il patrimonio materiale e immateriale della Fondazione INDA, grazie anche a collaborazioni con istituzioni culturali come il Museo Archeologico Paolo Orsi e la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo».

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