Gli episodi accaduti a Cavadonna negli ultimi giorni destano forte preoccupazione: secondo quanto trapela anche ieri un agente sarebbe stato aggredito, inoltre, come testimoniano numerose immagini, è stato appiccato un incendio che ha distrutto la caldaia ed infine alcuni detenuti avrebbero tentato di spostarsi da un blocco ad un altro causando il ferimento di un poliziotto. Ciò si aggiunge alla violenza e ai ferimenti dei giorni scorsi e sta provocando una serie di reazioni anche a livello nazionale.
Il segretario provinciale dell’OSAPP Giuseppe Argentino aveva parlato di «disastro annunciato», indicando tra le cause carenze di organico e sovraffollamento e chiedendo un intervento immediato dello Stato e «punizioni esemplari».
Solidarietà alla Polizia Penitenziaria è stata espressa dall’Nsc, il Nuovo Sindacato Carabinieri: i segretari Christian Monaco e Leandro Palermo hanno ribadito che «la catena della legalità non può essere spezzata», chiedendo risposte immediate e una maggiore collaborazione tra le forze di polizia.
Dura anche la posizione dell’Uspp, con il dirigente provinciale Nello Bongiovanni che denuncia criticità persistenti, legate soprattutto alla carenza di personale e alla gestione dei detenuti più problematici.
Per la Fns Cisl, il segretario provinciale Fabio D’Amico ha parlato di personale «allo stremo» richiamando l’attenzione sulle difficili condizioni di lavoro degli agenti.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, che ha definito i fatti di Cavadonna di «gravità inaudita», esprimendo solidarietà agli agenti e chiedendo «punizioni esemplari» per i responsabili.
Dai sindacati arriva una richiesta comune: più personale, maggiore sicurezza, interventi strutturali e risposte concrete alle aggressioni.





