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20/04/2026
14:46

Casali e castelli di Sicilia, il viaggio tra villaggi e fortificazioni dell’Isola

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È durante il periodo arabo-normanno che la Sicilia vanta di un solo grande centro: Palermo, detta al-Madinah, cioè la città per antonomasia. Siamo tra la seconda metà dell’XI e la fine del XIII secolo, periodo storico di cui parlerà il famoso Libro di Ruggero, compilato da al-Idrisi nel 1154, durante il regno di Ruggero II.

Sarà lo scrittore arabo a descrivere l’Isola, i suoi abitanti, le sue coste, le sue dimore. A proposito di luoghi di un certo spessore storico e anche amministrativo, in primo piano vi era il castello, abitato dal feudatario, da soldati e servi, spesso con diversi casali alle sue dipendenze. Di fatto il cosiddetto casale, detto anche habitatus, corrispondeva a un villaggio formato più o meno da una ventina di dimore molto modeste, fatte di pietra e paglia, in cui abitavano un centinaio di persone con annessi terreno e animali. Pensate che tra i grossi casali, secondo le descrizioni di al-Idrisi, ce n’erano alcuni che addirittura corrisponderebbero agli attuali comuni di Sperlinga, Cinisi, Misilmeri, Naro, Paternò e Ragusa.

In ordine poi di fortificazione e dimensioni, la terra invece comprendeva una serie di casali, e infine la città, di grosse proporzioni e per lo più demaniale, abbracciava terre, castelli e casali. Passando in rassegna varie pubblicazioni ci si rende conto che l’esistenza dei castelli in Sicilia non fu una parentesi breve. Al contrario, si sa con certezza che l’Isola fu terra di castelli e di torri per un periodo molto più lungo rispetto al resto d’Europa. Questo è un passaggio di notevole importanza per chi ama e studia la realtà dei feudi in Sicilia, visto che può interessarsi a più di quattrocento torri e altrettanti castelli, messi a punto tra il XII e il XV secolo.

Ebbene, la sfida che ci proponiamo è di attraversarne, non di tutte ovviamente, la storia, le leggende, i fasti, le sconfitte, tracciando quel fil rouge che possa donarvi l’immagine più bella delle fortificazioni siciliane. Intanto non tutti sanno che il termine castello è fin troppo generico, perché nel Medioevo c’era differenza tra castellum e castillicium, il piccolo castello isolato. Esisteva anche l’arx, la rocca più importante di un castello, l’oppidum o città fortificata e il castrum ovvero la fortezza di un centro abitato. L’Isola risuona ancora di certe antiche memorie e, tra panorami mozzafiato e grandiose architetture, possiamo godere del fascino di stupendi manieri. Pensiamo al castello di Lombardia, a Enna, tra i più grandi e antichi d’Italia; quello imponente di Caccamo, in provincia di Palermo; il Maniace nel cuore di Ortigia, capolavoro dell’architettura federiciana; il Castello di Carini che trasuda del misterioso assassinio della baronessa. L’elenco è lungo, e diventa di certo più stimolante raccontarne le storie. Quelle più insolite e intriganti, che ci aiuteranno a comprendere la vita delle fortezze medievali siciliane.

Daniela Frisone

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