L’amarezza del sindaco di Siracusa, le “precisazioni” dei due referenti del Comune capoluogo, la risposta del primo cittadino di Sortino. L’enorme topica presa sulla cartellonistica turistica della Riserva di Pantalica, ha tenuto vivo il dibattito provinciale in questo venerdì di luglio.
La macroscopica gaffe che ha trasferito la nostra necropoli in quel dell’Anatolia, ha fatto il giro dei social e non solo.
Ieri, come da noi riportato, il provvedimento di rimozione di tutti i pannelli da parte del sindaco sortinese Vincenzo Parlato. Un provvedimento accompagnato da una lettera formale inviata al collega del capoluogo, per chiedere un intervento urgente sull’azienda incaricata affinché si possano evitare ulteriori “strafalcioni”.
Una “pubblicità” che non è andata giù a Francesco Italia che, in un comunicato, ha precisato che i cartelloni “erano stati predisposti dal Comune di Sortino che poi li ha forniti per il progetto “Percorso turistico-culturale dal Parco Archeologico Neapolis di Siracusa alla Necropoli di Pantalica”, di cui Siracusa è capofila”.
“Il collega di Sortino, Vincenzo Parlato, invece di praticare lo scaricabarile, – continua Italia – avrebbe fatto meglio a verificare la vicenda senza saltare a veloci conclusioni e indicare il colpevole. Avremmo potuto, invece, accertare insieme i fatti e correre ai ripari ma egli ha preferito assumere una postura formale con tanto di lettera ufficiale, divulgarla e darne notizia via social. Da ciò che emerge, le cose sono andate diversamente e l’unico rimprovero che posso fare ai nostri funzionari è di non avere usato il massimo dell’attenzione quando hanno visionato il materiale. Di questo mi scuso ma, d’altra parte, nessuno poteva aspettarsi che il Comune di Sortino, proprietario delle immagini, potesse incorrere in un errore così grave dato che sul territorio ci sono, come lo stesso sindaco afferma “di diverse guide naturalistiche molto preparate”.
Insomma, una vera e propria tenzone che il sindaco di Sortino ha liquidato con una frase: “Il curatore del progetto era un dipendente del comune di Siracusa, “prestato” a scavalco al comune di Sortino”. Amen (i bene informati dicono si tratti di un agente della Polizia Municipale).
Nel pomeriggio anche un lungo comunicato del responsabile tecnico del progetto Guido Meli e del Dirigente del settore Cultura del Comune di Siracusa Giacomo Cascio che hanno voluto offrire dei “chiarimenti sui progetti in campo”.
I due rivendicano la titolarità del progetto “Siracusa e Pantalica – Le linee del cuore fra terre e mari”, distinto – tengono a precisare – “dal progetto finanziato dal ministero del Turismo, denominato negli atti amministrativi “Percorso turistico-culturale dal Parco Archeologico Neapolis di Siracusa alla Necropoli di Pantalica”, autonomo per fonte di finanziamento, contenuti, affidamenti e linea progettuale, oggetto degli articoli di stampa di questi giorni”.
Insomma, ognuno difende il proprio operato e il proprio ruolo. Resta purtroppo un evidente segnale che questo episodio lascia, sporcando – in maniera preoccupante – la gestione del ventennale Unesco Siracusa Pantalica.
Al di là di amarezze, repliche e precisazioni – forse – fuori contesto, un insegnamento dovrebbe essere colto da tutte le parti in causa e che hanno poteri decisionali: il patrimonio Unesco, la sua promozione, il marketing territoriale-turistico ha bisogno di esperti. Archeologi, guide naturalistiche, storici.
Perché se, come si legge nel comunicato del sindaco di Siracusa, “l’esistenza di questo materiale era emersa nel corso di una delle riunioni tra Comuni sulle iniziative congiunte per la valorizzazione del sito Unesco “Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica” e in quella sede i funzionari della città iblea avevano dato la disponibilità a cederlo per la nuova segnaletica turistica”, si evince che c’è stato – da una parte – un errore gravissimo, dall’altra un omesso controllo e – soprattutto – per entrambe le delegazioni incaricate una totale ignoranza e superficialità sull’argomento in questione.





