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15/01/2026
19:20

Caos e detenuti in rivolta: sempre più difficile e delicata la situazione al carcere di Cavadonna

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Una violenta sommossa all’interno del blocco 20, quello riservato ai detenuti comuni, si é verificata nei giorni scorsi al carcere di Cavadonna. A rendere noto l’episodio è Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Osapp, Polizia Penitenziaria.

Secondo quanto riferito, dopo diversi giorni di protesta pacifica durante i quali i detenuti si erano rifiutati di rientrare nelle proprie camere detentive, e dopo i reiterati tentativi di riportare la situazione alla normalità, nella struttura é stato disposto il rientro coattivo dei detenuti.

Per eseguire l’ordine è stato richiamato un contingente di circa 120 agenti di Polizia Penitenziaria, che si è suddiviso nei vari piani del blocco. Se al primo piano il rientro è avvenuto senza particolari problemi e al secondo con lievi resistenze, la situazione è degenerata al terzo piano, dove alcuni detenuti hanno reagito con violenza.

Alla vista del personale, i detenuti hanno dato vita a una vera e propria rivolta, scagliandosi contro gli agenti con minacce, spintoni e tentativi di respingerli fuori dalla sezione, che è stata occupata e barricata. Durante i disordini sono state distrutte le telecamere di sorveglianza per impedire le riprese, mentre alcuni detenuti avrebbero utilizzato telefonini per registrare e diffondere le immagini della sommossa sui social.

Sono stati inoltre attivati gli idranti, utilizzando potenti getti d’acqua contro il personale in servizio. Nel caos, un sovrintendente della Penitenziaria è stato accerchiato da un gruppo di detenuti e scaraventato a terra. Fortunatamente, l’agente non ha riportato gravi conseguenze, con una prognosi di cinque giorni.

L’uso degli idranti ha provocato ingenti danni alla sezione. Solo dopo diverse ore di interlocuzione con il Comandante di reparto ad interim la situazione è tornata sotto controllo e i detenuti hanno fatto rientro nelle celle.

Secondo Argentino, alla base della protesta vi sarebbero lamentele legate alla temperatura dell’acqua delle docce, ritenuta non sufficientemente calda, e alla presunta presenza di cimici nella sezione. La Direzione, ha spiegato, si era già attivata da giorni per migliorare l’erogazione dell’acqua calda e ha autorizzato interventi di disinfestazione, avviati già in estate e tuttora in corso, precisando che il problema non sarebbe generalizzato.

«Si tratta di un episodio gravissimo – conclude Argentino – che non può essere giustificato, pur nel rispetto delle eventuali ragioni della protesta, che saranno valutate dagli uffici competenti. Allo stesso tempo saranno accertate le responsabilità penali e disciplinari dei detenuti che hanno preso parte alla violenta sommossa».

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