32 anni di Festival Jazz a Canicattini Bagni. Non è facile che capiti in una piccola città. Un successo straordinario che ogni estate raccoglie applausi ed apprezzamenti da un pubblico amante del genere che cresce in maniera esponenziale. Tre serate curate da Rino Cirinnà e sul palco stelle di un genere musicale in continua sperimentazione. E c’è pure lo zampino di Fresu.
I dovuti ringraziamenti al sindaco Paolo Amenta e la presentazione di tre serate, troppo poche, che hanno portato in scena nomi di rilievo del panorama jazzistico italiano ed internazionale. Basta fare alcuni nomi, Danielo Rera e Stephane Belmondo. E tanti nemo profeti in patria, come il pianista Seby Burgio da Solarino, i celebri Fratelli Amato da Canicattini che è anche la provenienza del direttore artistico e musicista in cartellone, Rino Cirinnà, sassofonista e compositore apprezzato nel settore. Insieme, sono riusciti, specie negli ultimi dieci anni, a produrre cose importanti e con musicisti di un certo calibro. Aleggia fra tutti il nome del grande Paolo Fresu, attesissimo a Canicattini proprio quando il famoso compositore jazz è impegnatissimno nella sua Berchidda. Troveremo il modo di incontrarlo, assicura il sindaco Amenta che di jazz ne capisce, eccome. Il progetto che ha aperto il Festival è stato presentato per la prima volta in Ucraina, su commissione dello stesso Fresu.
Canicattini, patrimonio dell’Uumanità, col suo stile Liberty, Pantalica e Cavagrande del Cassibile,posizionata strategicamente tra tre province, sta visibilmente cambiando pelle lentamente, grazie anche alla presenza di artisti di caratura internazionale. “Qualcuno ci paragona quale New Orleans della Sicilia, 32 anni significa raccontare una storia importante attraverso Rino Cirinnà, i fratelli Amato. – dice il sindaco Amenta con un pizzico di orgoglio – Anche questo pezzo del Festival si lega alla crescita di questa comunità che vuole puntare sempre più in alto. Dedichiamo questo festival ai bambini che muoiono a causa della guerra , da Canicattini parte un messaggio di pace”.
Tre serate importanti con l’Amato Jazz Trio, con Stephan Belmondo, rappresentante di una famiglia di musicisti francesi che incontra i grandi jazzisti americani, molto legato al jazz tradizionale al contrario di Danilo Rea, uno dei più grandi interpreti mondiali del pianoforte che sperimenta e scopre nuove frontiere musicali.
Tornando al progetto di Cirinnà, nato con Paolo Fresu : è un viaggio sonoro in giro per il Mediterraneo. Schizzi di Isole è il titolo ed il primo movimento “A look from the sky” fa immaginare il viaggio. “Open Sea”, mare aperto verso la penisola araba. Con questo progetto Cirinnà ed il suo ensamble ha fatto tappa a Kiev insieme a Fresu. Collaborano al progetto Francesco de Rubeis, batterista contemporaneo che riesce a sintetizzare al meglio tutti i linguaggi. Al basso elettrico il caposcuola Francesco Puglisi. di origine siciliane ma adottate dalla capitale. Chiude il comboi, il nostro Seby Burgio, nato a Solarino “ma l’arte l’ha imparata qui, a Canicattini”, dice Cirinnà che del pianista apprezza umiltà e professionalità.
C’è sempre un ritorno verso il porto di origine, Itaca, e il brano Lampedusa, isola dell’accoglienza, Spring avvincono il cuore del pubblico che chiede il bis e viene accontentato con “Iceland”, suite composta da Cirinnà per Fresu. Siamo giunti all’ultima tappa del viaggio, è il momento di raccogliere le memorie di ciò che si è fatto. Ma si continua la sera successiva con un altro concerto da ricordare, con Danilo Rea che duetta col batterista. Domenica grande chiusura con i Fratelli Amato, storia vera del jazz., insieme ad un grande emergente del jazz in Europa, Stephan Belmondo. Il sipario quest’anno si chiude ma non mancheranno le soprese per la prossima edizione. Perchè il Festival deve continuare. (ro.to.)




