Celle al buio, niente acqua corrente, infermeria fuori uso e condizioni igienico-sanitarie al limite della sopravvivenza. È il quadro allarmante denunciato dal Codacons in merito alla casa di reclusione di Brucoli, frazione di Augusta, nel siracusano. L’associazione ha scritto al Ministro della Giustizia chiedendo un’ispezione urgente e l’immediato ripristino dei servizi essenziali.
“Da giorni i detenuti vivrebbero senza energia elettrica né acqua – scrive il Codacons – le celle sono al buio e l’assistenza sanitaria è praticamente inesistente, con l’infermeria fuori servizio. I reclusi sarebbero costretti ad acquistare acqua potabile a proprie spese per sopperire alla totale assenza di fornitura idrica”.
Una situazione che, secondo l’associazione, configura una grave violazione dei diritti umani e delle garanzie minime previste per i detenuti. A peggiorare ulteriormente il contesto, nelle scorse ore si sarebbe verificato un tentativo di suicidio da parte di un giovane carcerato, fortunatamente sventato.
“Quella di Brucoli – afferma il Codacons – è una vicenda che rappresenta uno dei punti più bassi del sistema penitenziario italiano. Non è tollerabile che, nel 2025, si possa vivere in carcere in condizioni simili a quelle di un paese in guerra. È necessario un intervento immediato da parte delle istituzioni per ripristinare la funzionalità della struttura, accertare eventuali responsabilità e garantire la dignità e la sicurezza di chi vive e lavora dietro le sbarre”.
Il Codacons chiede, infine, che sia istituito un tavolo di confronto permanente sulla situazione carceraria in Sicilia, coinvolgendo associazioni, garanti dei detenuti e istituzioni locali, per evitare che situazioni simili possano ripetersi.








