Venerdì 12 dicembre, alle 15, al teatro comunale di Ortigia saranno presentati al pubblico i risultati di un nuovo studio multidisciplinare pubblicato sull’Italian Journal of Geosciences. La ricerca, condotta da specialisti di sei università italiane e coordinata dal professor Rosolino Cirrincione dell’Università di Catania, offre nuove evidenze a sostegno dell’“ipotesi siracusana” sull’origine dei Bronzi di Riace.
L’ipotesi, avanzata già tra gli anni ’80 e ’90 dagli archeologi americani Ross Holloway e Marguerite McCann, è stata ripresa recentemente da Anselmo Madeddu e ha conosciuto ulteriore eco grazie alle testimonianze di alcuni presunti sub che riferiscono di un recupero delle statue negli anni ’60 nei fondali profondi di Brucoli.
Lo studio pubblicato su IJG conclude che i Bronzi sarebbero stati realizzati in un’officina dell’area di Sibari e poi collocati nell’antica Siracusa in età dinomenide. Le analisi delle patine indicherebbero inoltre una lunga permanenza (oltre duemila anni) in fondali profondi compatibili con Brucoli, e solo una brevissima sosta nei bassi fondali di Riace.
L’incontro del 12 dicembre, inserito nel programma del Ventennale Unesco, prevede i saluti istituzionali del sindaco Francesco Italia, del rettore Enrico Foti e del dirigente regionale Mario La Rocca, e gli interventi introduttivi di Lorenzo Guzzardi, Anselmo Madeddu e Rosolino Cirrincione.









