Avola entra nella rete delle “Città del Dono”. Comune e associazioni del territorio hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per promuovere in maniera coordinata la cultura della donazione, della prevenzione e della solidarietà, puntando soprattutto sull’informazione e sul coinvolgimento delle nuove generazioni.
L’accordo riunisce l’amministrazione comunale, ADOCES Sicilia ODV, AVIS Avola, AIDO Gruppo comunale “Giovanni Busà” Avola ODV e Lions Club Avola. A sottoscriverlo, insieme al sindaco Rossana Cannata, sono stati il presidente regionale di ADOCES Sicilia ODV Giacomo Giurato, il presidente di AVIS Avola Paolo Di Rosa e la presidente di AIDO Avola Carmela Insolia, con il coordinamento del presidente del Lions Club Avola Gerlando Gibilaro.
Il progetto punta a mettere in rete istituzioni e associazioni impegnate nella donazione di sangue, organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche, superando la logica delle singole iniziative per costruire una collaborazione stabile sul territorio.
“Ci sono firme che valgono più di un accordo formale, perché possono trasformarsi in speranza, cura e vita – dichiara Cannata –. Con questo protocollo Avola sceglie di assumere un impegno pubblico e condiviso: rendere ogni cittadino più informato e consapevole rispetto alla possibilità di donare.”
Tra gli obiettivi ci sono l’organizzazione di incontri, campagne di sensibilizzazione, iniziative di prevenzione e momenti di confronto, con particolare attenzione alle scuole e ai più giovani. Il modello è quello già sperimentato in altre “Città del Dono”, dove la collaborazione tra amministrazioni e associazioni ha portato alla nascita di tavoli permanenti, giornate dedicate e progetti educativi.
“Il valore di questo protocollo non risiede soltanto nel titolo attribuito alla nostra città – sottolinea Cannata – ma nelle azioni che saremo capaci di realizzare insieme. Vogliamo promuovere incontri, campagne e occasioni di confronto, coinvolgendo in modo particolare le scuole e le nuove generazioni. Donare deve diventare una scelta consapevole, maturata attraverso informazioni medico-scientifiche chiare e affidabili”.
Un ruolo centrale sarà affidato alle associazioni e ai volontari già impegnati quotidianamente sul territorio nella sensibilizzazione e nell’assistenza alle persone. Il protocollo intende inoltre rafforzare il rapporto tra cultura della donazione e prevenzione, favorendo una maggiore consapevolezza sulla tutela della salute individuale e collettiva.




