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12/07/2026
17:40
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Avola calcio, Montagno: “Raggiunto un risultato storico”. Elicona: “E’ stata una festa dello sport”

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Il trionfo della squadra di Attilio Sirugo nelle finali play-off di Eccellenza ha fatto esplodere di felicità i tifosi rossoblù e contagiato l’intera città che si è ritrovata a festeggiare il ritorno in serie D dell’Avola dopo 53 anni dall’ultima presenza. Un traguardo forse imprevisto ad inizio stagione, ma centrato a suon di risultati e di un gioco produttivo che ha permesso alla squadra di Attilio Sirugo prima di raggiungere la qualificazione ai play-off nazionali e poi di vincerli, eludendo la concorrenza dei lucani dell’Angelo Cristofaro Oppido in semifinale e del Kamarat in finale. Quest’ultimo si è rivelato un avversario assai tenace, che ha dato filo da torcere a Ruiz soci nelle due sfide decisive, ma alla fine il campo ha dato ragione all’Avola che torna meritatamente nel palcoscenico di un campionato interregionale, anticamera del calcio professionistico.

L’estate scorsa la dirigenza ha allestito una squadra competitiva e guidata da un tecnico come Attilio Sirugo che gli ha saputo dare un’impronta di gioco efficace che gli ha permesso di superare la forte concorrenza di squadre titolate nel girone B di Eccellenza, in primis il Vittoria sconfitto nella finale regionale e poi le due squadre citate pocanzi altrettanto determinate ad andare in serie D. L’Avola ha firmato un’impresa e di questo ne sono consapevoli soprattutto i dirigenti che non dimenticheranno mai la stagione appena conclusa.

“E’ stato raggiunto un risultato storico per il calcio avolese – commenta con un filo di emozione, Salvo Montagno – frutto di una brillante organizzazione societaria composta da persone che hanno creduto nel progetto. Mi riferisco a Enzo Coffa (presidente), Lino Elicona (vice presidente), al sottoscritto che ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato), Tony Giunta (responsabile della comunicazione), Peppe Angelica (direttore generale) e Marco Cammarata (direttore sportivo). Ma i meriti vanno condivisi con tutto lo staff tecnico e medico. Insomma, una sinergia tra tutte le componenti ha permesso di scrivere questa splendida pagina del calcio avolese”.

Adesso è tempo di festeggiare, ma si intuisce che la società non perderà tempo nell’organizzare la nuova stagione che vedrà l’Avola confrontarsi in un campionato di serie D che annovera anche squadre blasonate. “Adesso è tempo di festeggiare – sottolinea Montagno – ma è chiaro che presto ci si incontrerà per organizzare la nuova stagione che ci vedrà nel delicato ruolo di matricola. Il nostro obiettivo prioritario sarà naturalmente quello di riuscire a mantenere la categoria. Vedremo di allestire una formazione che faccia divertire i tifosi avolesi che sono stati fantastici. Nella gara di ritorno con il Kamarat, allo stadio “Meno Di Pasquale” ho visto una presenza massiccia di nostri tifosi che hanno incitato senza sosta Attilio Sirugo e i giocatori. Il tecnico? Ha dimostrato di essere preparato, ha gestito con professionalità la squadra dentro il campo e tenuto un rapporto molto produttivo coi giocatori nello spogliatoio. Merita la riconferma, ma è una scelta che verrà presa di concerto con  la dirigenza, stessa cosa riguardo l’organico.

“E’ stato raggiunto qualcosa di incredibile – aggiunge Lino Elicona – dai nostri ragazzi e dal tecnico Attilio Sirugo. Il traguardo della serie D ci lusinga e ci sprona a fare ancora di più nella prossima stagione che ci vedrà ai nastri di partenza nell’inedito campionato di serie D, dove contiamo di ben figurare. E’ una bella sensazione rivedere il calcio avolese in quarta serie dopo 53 anni di attesa e poter dire che facevo parte di questo progetto di rilancio del calcio avolese. Una stagione indimenticabile, culminata domenica scorsa in un match di altissimo livello con una fantastica cornice di pubblico. Un’autentica festa dello sport e del calcio.  Mi ha emozionato il comportamento sportivo che hanno tenuto sugli spalti i nostri tifosi e anche i supporters del Kamarat in occasione delle due sfide di finale play-off, entrambe giocate con fair play in campo dalle squadre nonostante l’alta posta in palio”.

 

 

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