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19/01/2026
12:01

Aretusacque, Cafeo (Lega): “Grave errore politico escludere le minoranze dal Consiglio di Sorveglianza”

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Il responsabile regionale della Lega critica il sistema maggioritario adottato per la governance della nuova società idrica: “Si è persa un’occasione per garantire tutti i cittadini”

La nascita di Aretusacque, la società mista destinata a gestire il servizio idrico integrato nella provincia di Siracusa, fa già discutere prima ancora di entrare pienamente in funzione. Al centro delle polemiche, la composizione del Consiglio di Sorveglianza e le modalità con cui è stato costituito questo importante organo di controllo.

Le critiche della Lega: “Un evento storico segnato da errori”

A sollevare la questione è Giovanni Cafeo, responsabile per i Dipartimenti Regionali della Lega Sicilia, che non usa mezzi termini nel definire quanto accaduto. “La costituzione della società Aretusacque per la gestione del servizio idrico integrato è un evento storico e un momento delicatissimo per la vita dei cittadini della nostra provincia”, esordisce Cafeo. “La gestione di un bene essenziale come l’acqua, risorsa sempre più preziosa e limitata, richiede la massima condivisione e trasparenza”.

Secondo l’esponente leghista, tuttavia, la partenza della nuova società è stata “segnata da un grave errore politico: la scelta di un sistema elettorale maggioritario per il Consiglio di Sorveglianza che esclude di fatto qualsiasi forma di rappresentanza per le minoranze”.

La Lega esclusa dalle decisioni

Cafeo chiarisce immediatamente la posizione del suo partito nella vicenda: “La Lega non ha sindaci in provincia di Siracusa e, pertanto, non ha avuto alcun ruolo, né diretto né indiretto, nella scelta dei membri del Consiglio di Sorveglianza”. Una precisazione che serve a sottolineare come il partito sia rimasto completamente estraneo alle dinamiche che hanno portato alla nomina dei cinque componenti dell’organismo di controllo.

“Nessun sindaco a noi vicino ha discusso con i nostri consiglieri i nomi da indicare, né abbiamo partecipato ad alcuna discussione sulla vicenda”, aggiunge Cafeo, evidenziando un isolamento che appare in contrasto con i rapporti politici precedenti. “Nonostante il nostro sostegno, in occasione delle elezioni provinciali, a un tavolo che includeva diverse forze civiche e partiti, siamo stati tenuti completamente all’oscuro delle decisioni relative alla governance di Aretusacque”.

La proposta: sistema proporzionale per una rappresentanza completa

Il nodo della questione, secondo Cafeo, sta nella scelta del metodo elettorale. “Se fossimo stati interpellati, avremmo espresso una posizione chiara”, dichiara l’esponente della Lega. “Premesso che il principio di rappresentatività, nell’ambito di una società come quella in esame, è a garanzia degli utenti di tutti i comuni, l’errore tecnico, ma pure politico, è stato proprio l’aver espresso un consiglio eletto a maggioranza”.

La soluzione proposta è chiara: “L’applicazione del sistema proporzionale, come peraltro lo Statuto stesso prevede, avrebbe consentito al 100% dei soci pubblici, e quindi a tutti i comuni della provincia, di essere rappresentati”.

Il 30% dei soci rimasto senza voce

I numeri della questione sono eloquenti secondo Cafeo: “In sostanza, per i blocchi che si sono formati, almeno un componente andava riconosciuto a quel 30% dei soci che è rimasto invece orfano della propria voce e dei propri occhi”. Una percentuale significativa di amministrazioni locali che si troverebbero così prive di rappresentanza diretta nell’organo di controllo della società.

“Un componente in meno per la maggioranza non avrebbe inciso sulla scelta del presidente, ma avrebbe senza dubbio contribuito a rassicurare tutti”, argomenta l’esponente leghista, sottolineando come una maggiore inclusività non avrebbe compromesso gli equilibri di governo della società.

L’appello alla responsabilità istituzionale

La chiusura dell’intervento di Cafeo è un appello alla riflessione politica generale: “Chi può trovare giusto un metodo simile, che priva intere comunità della possibilità di dire la propria in un servizio essenziale come quello idrico?”.

Una domanda che si fa ancora più incalzante nella considerazione finale: “Un posto in più vale il far nascere la nuova società tra le polemiche e con il sospetto che qualcuno vuole utilizzarlo solo come strumento di lotta politica?”.

Una partenza in salita

Le parole di Cafeo evidenziano come Aretusacque, pur rappresentando un passo importante per la gestione del servizio idrico provinciale, inizi il suo percorso con una serie di interrogativi sulla sua governanc

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