I consiglieri comunali del gruppo di minoranza “Insieme per Cambiare”, Rita Maria Cassarino, Alessandro Cultrera, Alessandra Amenta e Livia Uccello, hanno presentato una richiesta ufficiale indirizzata al sindaco di Canicattini, Paolo Amenta, al responsabile dell’Ufficio tecnico del conune e al responsabile del Servizio SUAP in merito all’installazione dell’antenna 5G in contrada Bosco di Sopra.
La vicenda trae origine dalla sentenza n. 954/2025 emessa dal TAR Sicilia (Sezione staccata di Catania, Sezione I), che il 29 gennaio 2025 ha accolto il ricorso presentato dalla società Zefiro Net srl e condannato il Comune alle spese processuali. Secondo i giudici amministrativi, infatti, l’ente non avrebbe rispettato i termini procedurali stabiliti dalla normativa, lasciando così decorrere i tempi previsti per il rilascio del diniego e determinando la formazione del silenzio-assenso.
L’Arpa, nello specifico, aveva espresso parere favorevole all’installazione dell’impianto già a luglio 2024; da quella data decorrevano i 60 giorni entro cui il Comune avrebbe potuto negare l’autorizzazione. Tuttavia, il provvedimento di diniego è arrivato solo il 7 ottobre 2024, quando il termine perentorio era ormai scaduto. Per il Tar, dunque, l’autorizzazione si è formata per effetto del silenzio-assenso, rendendo irrilevanti anche i pareri successivamente acquisiti dalla Soprintendenza.
Secondo i consiglieri di opposizione, la scelta dell’amministrazione di non costituirsi in giudizio ha ulteriormente penalizzato il Comune, che ora rischia nuove condanne anche in caso di appello al Cga.
Alla luce di ciò, i firmatari chiedono all’amministrazione di avviare un procedimento in autotutela per annullare o revocare l’autorizzazione implicita concessa alla società Zefiro Net. La legge, infatti, consente alla pubblica amministrazione di ritirare provvedimenti già formati, anche per silenzio-assenso, in presenza di motivi di illegittimità o di prevalente interesse pubblico.
La richiesta sottolinea anche i limiti temporali: l’eventuale provvedimento di revoca o annullamento deve essere adottato entro il prossimo 27 settembre, ovvero entro dodici mesi dalla formazione del silenzio-assenso.
“In caso contrario – sottolineano i consiglieri – il Comune si troverebbe ulteriormente esposto, sia sul piano amministrativo che su quello economico, con un potenziale aggravio di spese legali e giudiziarie”.












