Siracusa e la sua provincia vivono una giornata insolita in attesa degli effetti dell’imminente ciclone mediterraneo “Harry”, che nelle prossime ore darà luogo a fenomeni intensi e criticità diffuse sul territorio.
Fin dalle prime ore del mattino la città di Siracusa, così come del resto molti comuni limitrofi, appare quasi deserta: le strade sono poco frequentate, mentre bar e attività commerciali aprono a ranghi ridotti.
Com’è noto, ieri il sindaco Francesco Italia ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per lunedì 19 e martedì 20, misura precauzionale in vista del peggioramento delle condizioni atmosferiche segnalato dalla Protezione civile. Simili provvedimenti sono stati adottati anche nei comuni della provincia.
Le autorità invitano la popolazione a limitare gli spostamenti non strettamente necessari e a evitare l’uso di veicoli privati, soprattutto nelle aree potenzialmente più a rischio come sottopassi e zone costiere.
Un appello particolare alla prudenza riguarda anche la vicinanza ad alberi, cartelloni o impalcature, che possono diventare pericolosi in presenza di raffiche di vento intense.
Le prossime 24-36 ore saranno decisive per valutare l’impatto effettivo del ciclone, con un picco di fenomeni previsto tra lunedì e martedì. Le autorità mantengono il massimo livello di attenzione e invitano tutti a seguire gli aggiornamenti ufficiali.
Per quanto riguarda, più nello specifico, la città aretusea e le sue potenzialità criticità, l’amministrazione ha disposto uno spiegamento di forze, tra Polizia municipale, organizzazioni di volontariato e Protezione civile, al fine di monitorare le aree in cui si registrano allagamenti in caso di piogge forti e persistenti: la borgata Santa Lucia, via Diaz e via Somalia, il villaggio Miano, la zona Mottava e la traversa San Corrado.





