Il primo esorta a un minore vittimismo e a più concretezza, il secondo definisce quanto accaduto un ricatto politico per non avere ceduto, il terzo cita Cicerone e rilancia la nota spese al mittente.
Tre sindaci e i fondi Aerca, quelle somme destinate principalmente alla riqualificazione ambientale, alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione del territorio dei Comuni ricadenti nelle Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale.
Giuseppe Carta, sindaco di Melilli e deputato regionale di Grande Sicilia, tra i protagonisti del riparto delle somme sul territorio, è stato attaccato dal sindaco di Solarino, Tiziano Spada, che nella sua veste di parlamentare all’ARS ha contestato vibratamente l’esclusione del suo comune e di Floridia dalla suddivisione dei finanziamenti.
La tenzone è stata trasferita sui social con due video che, da una parte e dall’altra, hanno cercato di raccontare cosa è accaduto e quali sono le motivazioni.
Spada parla chiaramente di un ricatto politico per non aver ceduto a qualche assessore indicato da Grande Sicilia, alleata nel programma politico di Solarino. Poi l’affondo per ribadire che Solarino e Floridia hanno le caratteristiche per continuare a fare parte dei comuni Aerca.
Più lungo il video di Carta che rimprovera ai due comuni vicini di non avere speso i soldi precedentemente ricevuti e di non avere presentato progetti per la tutela ambientale e il rischio idrogeologico.
A Marco Carianni il terzo episodio. Il sindaco di Floridia cita Cicerone ricordando che l’oratore usa parole che stanno nella mente e nel cuore “e non mi sembra che l’onorevole Carta pensi e senta veramente quello che dice quando cita Floridia e Solarino”.
Poi il rilancio al mittente sull’accusa di avere deviato la spesa del fondi Aerca su feste patronali o tradizionali. Passaggio previsto tra le finalità del finanziamento destinato, infatti, alla promozione e valorizzazione del territorio. “Pensasse piuttosto ai 450 mila euro spesi per Cristicchi e gli altri concerti”, conclude il sindaco di Floridia rivolgendosi a Carta.
E ora attendiamo il prossimo capitolo, anche se, prendendo a prestito proprio una canzone di Cristicchi potremmo concludere dicendo:
“Bella, l’Italia di Piero
Quello che succede è un’assurdità, ah
Ma è tutto vero
La Storia ci insegna
Ma che ci insegna?”





