27 Novembre 2022

Sanità, Cgil contro Asp: obbligo di attivare percorso di tutela del cittadino

La Camera del lavoro La Borgata della Cgil Siracusa punta il dito contro l’ASP e lamenta poca trasparenza nella gestione delle prenotazioni degli esami specialistici. “Quasi quotidianamente – si legge nella nota – raccogliamo le lamentele di nostri concittadini narranti sempre la stessa storia: “siamo andati a prenotare un esame, una visita specialistica e ci è stata assegnata una data che a volte arriva quasi ad un anno, ma dietro nostra insistenza ci è stato detto che potevamo prenotare la stessa visita, lo stesso esame più rapidamente in intramoenia, in libera professione, cioè pagando uno specialista dello stesso reparto che ci avrebbe fatto quanto da noi richiesto privatamente in ospedale, spesso anche l’indomani”.
L’indicazione a chi si rivolge ai nostri sportelli è quella di attivare il “percorso di tutela del cittadino”, procedura che permette di effettuare una prestazione privatamente e avere successivamente il rimborso da parte dell’Azienda sanitaria di quanto pagato, al netto del ticket se dovuto. Tale procedura può essere esigibile, rivolgendosi all’Urp dell’Asp di Siracusa, nei casi in cui non vengano garantiti i tempi di attesa massimi previsti dalle norme vigenti.”

“Avevamo già invitato l’azienda sanitaria siracusana, durante il convegno sul tema “salute” organizzato dalla Cgil provinciale nello scorso mese di aprile, a pubblicizzare questa opportunità prevista dai piani nazionale, regionale e da quello aziendale per il governo delle liste di attesa. – continua la nota – In quel convegno, alla presenza dell’assessore Razza e del dottor Ficarra, avevamo anche sottolineato l’opportunità di un altro intervento tra quelli previsti dai piani sopra citati: la sospensione dell’attività libero-professionale per quelle prestazioni in cui si rileva un’eccessiva attesa per l’erogazione di una prestazione in regime istituzionale. La sospensione vige fino a un progressivo riallineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria, di gran lunga più brevi.”

“Purtroppo, con rammarico dobbiamo prendere atto che l’Asp di Siracusa non ha voluto considerare la proposta e addirittura con la delibera 700 dello scorso 20 maggio ha certificato che nell’anno 2021, diverse unità operative hanno erogato un numero di prestazioni in libera professione superiore a quello relativo all’attività istituzionale. Tale circostanza è in netto contrasto con la normativa sulla libera professione (legge 120/2007): “L’Alpi (attività libero-professionale intramuraria, ndr) non può globalmente comportare, per ciascun dirigente, ivi compresi i direttori di unità operative complesse, un volume di prestazioni e un impegno orario superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali. Qualora non si tratti di errori, siamo di fronte ad una strana forma di autodenuncia di un omesso controllo che merita quantomeno l’attenzione dei competenti uffici dell’assessorato della salute”.

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