27 Novembre 2022

Siracusa, tutti in piazza per il polo industriale, ma da Roma nessuna decisione. Cgil e Cisl decidono di alzare il livello della protesta

In migliaia in piazza a Siracusa, ma da Roma non arrivano le notizie attese dal sindacato e dai lavoratori.

“Nelle stesse ore in cui la Città di Siracusa si colorava di bandiere, striscioni e vessilli istituzionali in difesa dello sviluppo economico ed industriale del nostro territorio, nessuna garanzia concreta per la continuità produttiva e occupazionale della Lukoil proveniva dal contemporaneo incontro fissato al ministero.   – hanno commentato Roberto Alosi e Vera Carasi, segretari generali, rispettivamente, di Cgil e Cisl – Il Tavolo ministeriale rinvia la decisione ad un ulteriore tavolo con l’Europa e ad un altro passaggio con SACE. E intanto lo spettro di una chiusura della Lukoil si avvicina sempre di più e con esso si complica sempre più il destino occupazionale di migliaia di lavoratori. Il conto alla rovescia è già partito per la Lukoil e per tutto il nostro apparato industriale. Al tavolo ministeriale, nonostante sollecitati, non vengono affrontati i temi cruciali del sequestro dell’impianto di depurazione (IAS) e della prospettiva futura dell’intero nostro Polo industriale. Assolutamente marginale e quasi silenziosa la posizione del Presidente della Regione Sicilia, presente ai lavori. L’assenza al tavolo del sistema bancario Italiano, nonostante fosse invitato a partecipare ai lavori, oltre ad essere uno sgarbo istituzionale, non lascia presagire nulla di positivo.

Lo abbiamo detto dal palco a gran voce stamattina: mai più come prima.

Noi non staremo a guardare, né faremo da stampella a nessuno. La grande manifestazione di oggi e lo sciopero generale di tutti i lavoratori dell’area industriale segna solo il primo il passo della protesta e della nostra rivendicazione.

Nelle prossime ore, – concludono Alosi e Carasi – unitariamente alle articolazioni sociali ed economiche della nostra comunità, decideremo ulteriori azioni di protesta più eclatanti ed incisive. Lo abbiamo promesso alla Città, lo dobbiamo ai 10.000 lavoratori a rischio, lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli.”

Cgil e Cisl territoriali, insieme alle associazioni datoriali, ai Sindaci, alle istituzioni, a partiti e movimenti, alla società civile, hanno deciso di mobilitarsi perché coscienti che la situazione economica della provincia di Siracusa rischia il default. Gli scenari che potrebbero seguire sarebbero indubbiamente drammatici per la tenuta sociale dell’intero territorio.

Il Polo industriale di Siracusa rappresenta un sistema produttivo che, concentra il 15% del valore aggiunto dell’industria di trasformazione della Regione Siciliana, contribuendo per oltre il 53% del valore aggiunto della provincia di Siracusa. Nel Polo sono occupati circa 8000 lavoratori, ai quali si aggiungono quelli di tutti i servizi collegati ed i portuali per arrivare a più di 10000 persone.

L’evoluzione degli scenari globali, resi più complessi dalla crisi pandemica prodotta dal coronavirus, dalla guerra in Ucraina con il conseguente embargo che mette a rischio le attività di ISAB LUKOIL e, in ultimo, con la pesante inchiesta della Magistratura che ha portato al sequestro del depuratore consortile IAS e dell’impianto della Priolo Servizi, rischiano di bloccare le attività industriali del siracusano con effetti devastanti dal punto di vista sociale ed economico per tutto il territorio.

Quello che sembrava un momento favorevole per cogliere l’opportunità ed il riscatto ambientale che la transizione energetica ed ecologica può rappresentare per il petrolchimico e l’intero territorio, rischia di trasformarsi in una vera tragedia sociale. È necessario creare le condizioni per favorire azioni tese alla trasformazione dell’industria petrolchimica e chimica, con importanti e indispensabili investimenti sui processi di “decarbonizzazione”; nuovi investimenti e nuove imprese del settore da fonti rinnovabili possono rappresentare una grande opportunità climate neutral per il Polo e per il sistema economico regionale. Obiettivo condiviso è l’avvio di un piano di transizione energetica che confermi la vocazione produttiva e industriale del Polo e garantisca l’impiego dei lavoratori coinvolti.

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