27 Novembre 2022

Corrado Curcio, viaggio nell’anima del poeta netino

Ci sono figure che spesso il tempo dimentica. Figure che solo la ricerca riesce a restituire alla memoria collettiva. Di lui sappiamo che nacque a Noto il 15 maggio 1903 e che amò la letteratura, la filosofia, il pensiero libero, la storia. Corrado Curcio è il suo nome ed è una delle voci più coscienziose della Sicilia tra gli anni Venti e i Cinquanta. Investito da una ricerca incessante della verità, fu sempre in bilico tra sofferenza interiore e sincero attaccamento alla vita. “Sonda, e troverai nei mio profondo il grano di follia che mi fa biblico”, scriveva in uno dei suoi Commenti, pubblicati nel 1954 dall’editore Bonacci a Roma. E sempre in quelle riflessioni si legge: “Com’è bambina la natura: non sa tracciare una linea retta!”.

Era l’attenzione alle sacre cose del mondo, ai luoghi tortuosi dell’anima a cui aveva dedicato gran parte dei suoi studi: “Ho speso tanto per la mia scienza; ora acquisterei della bontà. Quanto me ne viene con le parole che ho accumulato?”. In effetti, ne aveva accumulate parecchie. Subito dopo la laurea in storia e filosofia, conseguita all’università La Sapienza di Roma, Curcio aveva dato alle stampe Dissonanze e Armonie. Era il 1927, l’anno dell’esordio, a Noto, con un piccolo trattato filosofico in forma di silloge. Il poeta rifletteva sul contrasto tra la sostanza e il fenomeno, che “nasce per la verità”, laddove la filosofia ne rappresenta “la ricerca, la via e il viaggio”. Un viaggio esistenziale che per Curcio era governato dallo “Spirito che è Amore”, dall’Eterno. Il bianco e il nero, l’alternarsi delle stagioni con le loro sorprese e le loro sofferenze. Tutto aveva il valore del chiaroscuro, del perdersi e ritrovarsi nei toni accesi e spenti di un giorno qualunque. Lo confessò ne Il Prezzo della Salute (Catania, Studio Editoriale Moderno, 1929) attraverso cinquantaquattro prose liriche: aveva bisogno di amare e di essere amato, proprio dentro a quel mondo incerto e avvolto da un’ombra indissolubile in cui si rifletteva “il pallore di un cadavere”.

Noto, il suo paese, lo descrisse “con le casette, appoggiate le une alle altre come vecchi ubriachi, abitate da un pugno di inquiete mosche”; quel luogo lo sentiva come una dimensione sciupata, in cui perdere facilmente il filo delle promesse d’amore, delle certezze terrene. La sua poesia oggi più che mai potrebbe apparire calzante: racconta di una realtà che stride, che mette alla prova le menti più sensibili. Ecco perché la ricerca di Dio nella concezione di Corrado Curcio fu fondamentale. In qualche modo fraterna a quella di Clemente Rebora nei Canti Anonimi (1922). Un parallelo tra il netino e il milanese è possibile se nella memoria delle loro carte si accampano parole come attesa, viene, ardente, deserto. Quel deserto che Curcio ritrasse ne Le Piramidi (Catania, 1929) e ne La Sfinge (Catania, 1929), entrambe raccolte che accolgono il pathos, il tormento, i dubbi di un uomo smarrito in cerca della luce. Il suo spessore intellettuale animò gli incontri di artisti e letterati siracusani all’interno de “La Fontanina”: un cenacolo che accolse, tra gli altri, il poeta-filosofo Angelo Maltese e il giornalista e scrittore Franco Zammit. È anche vero che le molte inquietudini di Corrado Curcio furono attenuate da vari riconoscimenti: dal 1936 fu preside del Liceo classico “A. Di Rudinì” di Noto, almeno fino al 1943, quando ricoprì la carica di Ispettore Centrale del Ministero della Pubblica Istruzione nella capitale. Gli ultimi anni della sua vita, Curcio li trascorse in quella casa paterna che ormai da tempo sentiva come “un mucchio di pietre, una tomba, che ricorda il pieno ora vuoto”. E lì si spense, il 2 luglio 1981, quasi nel rispetto di un suo profondo pensiero: “è un cerchio la vita; anch’io dovrò percorrerlo… I piedi dovrò poggiarli sulle rose e sulle spine! E così, per gioie ed affanni, al luogo tornerò donde sono partito”.

Daniela Frisone

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici sui Social