27 Novembre 2022

Cimitero, Tribunale e Procura: a Siracusa lavoro 50 percettori di reddito di cittadinanza

Il sindaco Francesco Italia e l’assessore alle Pari opportunità sociali, Conci Carbone, hanno incontrato stamani all’Urban Center un gruppo di percettori di reddito di cittadinanza selezionati per tre nuovi progetti di utilità collettiva del Comune e che interesseranno il cimitero, il Tribunale e la Procura della Repubblica. All’incontro, oltre alle assistenti sociali incaricate, c’erano il direttore del camposanto, Fabio Morabito, e delegato del sindaco, Giovanni Di Lorenzo.

La fetta più grossa di lavoratori, 40 in tutto su 50, sarà impegnata sul progetto denominato “Cimitero operativo”. Svolgeranno attività di piccola e ordinaria manutenzione, come la sostituzione di lampadine e rubinetti oppure la pitturazione di cancelli, di scale e manufatti in metallo, di pareti e porte; inoltre si occuperanno di assistenza agli anziani che si recano ai cimitero per piccole attività quali, ad esempio, lo spostamento o il posizionamento delle scale per raggiungere i loculi posti più in alto; ancora, la pulizia e lo spazzamento in aggiunta al servizio dato in appalto. Organizzati in cinque turni da 8 persone, a partire da domani copriranno le fasce orarie che vanno dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 17, dal lunedì al sabato.

Sono 10 i percettori di reddito di cittadinanza che si recheranno al palazzo di giustizia, cinque per il Tribunale e cinque per la Procura. I primi si occuperanno della riorganizzazione e sistemazione dell’archivio generale del campo civile, così da sistemare i fascicoli giacenti, e al riordino dei faldoni del Penale, in particolare quelli con richieste di archiviazione. Collaboreranno anche alla sistemazione delle pratiche amministrative e alla catalogazione dei beni mobili esistenti, di quelli da acquisire o da eliminare.

Lavoreranno all’archiviazione dei fascicoli e delle pratiche amministrative anche le 5 persone destinate alla Procura, allo scopo di rimettere ordine e di eliminare le carte giudicate inutilizzabili. Inoltre faranno assistenza durante i dibattimenti consegnando i fascicoli nelle aule, ritirandoli e collocandoli negli armadi alla fine delle udienze. I tre progetti dureranno 6 mesi e ciascun lavoratore sarà impegnato per 8 ore settimanali.

«L’esperienza di questi mesi – ha affermato il sindaco Italia – ci dimostra che i cosiddetti Puc, ancorché macchinosi nella procedura di attivazione, si rivelano utili per alleggerire la pubblica amministrazione da una serie di piccole incombenze e per migliorare i servizi. È quanto ci aspettiamo in particolare dal progetto sul cimitero, un luogo che continuamente necessita di cura e che tutti vorremo vedere decoroso quando andiamo a trovare i nostri defunti. Ci piace l’idea che i percettori di reddito di cittadinanza si mettano a disposizione della comunità, sfatando il convincimento diffuso che sono persone prive di voglia di lavorare. Proviamo a dimostrare che non è così e che il lavoro può restituire loro dignità».

«Sono progetti come questi – ha aggiunto l’assessore Carbone – che danno un senso a questa misura in favore di chi si trova in difficoltà, che non può essere solo di mero sostegno economico ma deve avere un ritorno per la collettività. I risultati fino a questo momento sono molto positivi e siamo soddisfatti. Il Puc destinato ai solarium, per esempio, ha raccolto il consenso dei cittadini e dei turisti e i percettori impegnati hanno dimostrato senso di responsabilità andando oltre i compiti che erano stati loro assegnati. Dunque, un pubblico ringraziamento da parte dell’Amministrazione».

I percettori vengono selezionati attraverso una piattaforma predisposta dal Ministero del lavoro, da cui dipendono per essere poi assegnati ai comuni di appartenenza. Il loro utilizzo avviene in virtù del fatto che il reddito di cittadinanza contempla la sottoscrizione di un patto per l’inclusione sociale e una dichiarazione di disponibilità ad accettare un percorso personalizzato di inserimento nel mondo del lavoro. Tuttavia, i progetti non sono forme di impiego subordinato o parasubordinato e devono avere carattere temporaneo. In più non possono sostituire le attività già svolte dal Comune o che vengono affidate a ditte esterne.

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