27 Novembre 2022

Codex Festival Noto, conclusa la decima edizione

L’edizione X di Codex Festival, promosso dall’ Associazione Culturale Cantina Sperimentale Iblea con il sostegno della Regione Siciliana, del Comune di Noto e con il contributo di sponsor privati, va in archivio e porta con sé una certezza: il Festival dei nuovi linguaggi resiste nella sua continua ricerca di nuove connessioni e si pone come momento di approfondimento e scambio di nuove declinazioni in una città come Noto che ha imparato a sapersi rinnovare.

È stata una decima edizione densa, ricca di contenuti, riflessioni e tanti ospiti nazionali, con il pubblico presente in tutte e tre le giornate. 

Tanti i titoli proposti: Kriptonite di Orazio Condorelli con Peppe Macauda per la produzione di Santabriganti; Obesity/From di Donatella Liotta con regia di Marghareta Pesendofer; la performance sonora del duo Gesualdi/Trono TeatrIngestazione, compagnia napoletana che “si è messa fuori scena” con Corea Vachui; Giancarlo Cauteruccio che, nell’anniversario dei 40 anni del suo gruppo Teatro Studio Krypton ha portato a Noto “L’ultimo nastro di Krapp” di Samuel Becket, mai rappresentato in Sicilia (una prima regionale a tutti gli effetti) e, a seguire, la performance sonora\visiva La Divina Calabria; il concerto degli Iblo Maldestri che tornavano sul palco di Codex dopo l’esordio di dieci anni fa.

Codex Festival è stato anche un momento di confronto e di approfondimento: il direttore artistico Salvatore Tringali, con la collaborazione di Rosalba Ruggeri, ha voluto invitare e ritagliare un momento di incontro e testimonianza, sul tema “(R)esistenze | città geografie linguaggi”. Due giornate costellate dalle presenze e voci di artisti e curatori artistici provenienti da tutta Italia. 

Dopo il breve saluto del sindaco di Noto Corrado Figura, sono poi intervenuti Alessandro Argnani (Ravenna Teatro), Enrica Sangiovanni, Gianluca Guidotti (Archiviozeta), Gimmi Basilotta (Agis nazionale), Andrea Burrafato (Scenica Festival -Vittoria), Massimo Carosi (Danza Urbana – Bologna), Giancarlo Cauteruccio( Teatro Studio Krypton), Giulia Ferrato (Marosi Festival – Stromboli), Anna Gesualdi e Giovanni Trono (Alto Fest; teatrInGestazione – Napoli), Filippa Illardo, Simona Scattina, Simona Miraglia (Arcipelago, osservatorio sui festival siciliani), Antonio Pirillo ( Teatro Quarticciolo Roma), Giuseppe Provinzano (Mercurio Festival Palermo), Settimio Pisano ( Primavera dei Teatri Castrovillari), Michele Trimarchi (docente di economia della Cultura), Roberto Zappalà (coreografo \ compagnia e CRID Scenario Pubblico – Catania). 

L’approfondimento ha trovato il suo epilogo domenica mattina nella Sala Dante del Teatro Tina Di Lorenzo con la sintesi della precedente giornata a cura del professore e critico Paolo Randazzo e il tavolo di lavoro che ha visto emergere spunti per il futuro.

“Un’edizione – commenta il direttore artistico Salvatore Tringali –  in cui si è provato a immaginare il prossimo futuro del Festival e le connessioni possibili con le declinazioni del contemporaneo a Noto, in un’architettura immaginaria che possa trovare immagini e contenuti forti dalla capitale del Barocco siciliano, verso realtà simili in regione e trovare corrispettivi nel “farsi luogo” di altre realtà e riferimenti già scelti e presenti sul territorio nazionale”.

Una piccola considerazione a margine: la mancanza, in una preziosa occasione di confronto e crescita, di rappresentanti dell’amministrazione comunale, assessori al ramo e consiglieri comunali, eccezion fatta per il saluto di benvenuto del primo cittadino, i quali hanno disertato completamente l’evento. 

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