27 Novembre 2022

Pippo Gianni agli arresti domiciliari. Nell’inchiesta della Procura diversi i reati contestati. Il Prefetto lo sospende dalla carica di sindaco

Istigazione alla corruzione, tentata concussione, concussione, falsità materiale ed ideologica in atti pubblici Sono queste le accuse rivolte dalla Procura della Repubblica di Siracusa al sindaco di Priolo Pippo Gianni agli arresti domiciliari da questa mattina e per questo sospeso dalla carica con un decreto del Prefetto, Giusi Scaduto. Un’inchiesta condotta dagli uomini della Squadra Mobile che, all’alba di oggi, insieme ai finanzieri del NUcleo PEF di Siracusa, hanno notificato il provvedimento al primo cittadino ed effettuato una perquisizione domiciliare.

Diversi gli episodi citati nel fascicolo dei magistrati.

Nello specifico, in uno di questi, – come scrive la Procura – avrebbe intimato a imprenditori locali, abusando della propria posizione di vertice dell’amministrazione comunale, il pagamento di ingenti somme di denaro a società da lui indicate, al fine di favorire imprese compiacenti nell’ambito delle gare di appalto, secondo la formula del partenariato pubblico – privato. In questo modo sarebbe stato garantito alle stesse un diritto di prelazione rispetto alle altre società concorrenti.

Analoghe pressioni illegittime sarebbero state poste in essere da Gianni per agevolare l’assunzione di persone in aziende leader del polo industriale siracusano. Dalle intercettazioni, è emerso che il Sindaco, nel corso di colloqui con alcuni dirigenti dell’area industriale, avrebbe minacciato l’effettuazione di controlli e verifiche, nell’esercizio delle competenze attribuite al Comune nel settore ambientale,  nonché  l’irrogazione di sanzioni pecuniarie alle aziende che gli stessi rappresentavano qualora non avessero assecondato le sue richieste.

L’attività di interferenza del Sindaco, secondo i magistrati, sarebbe stata riscontrata anche nello stesso ambito comunale, rispetto alla libertà di autodeterminazione dei funzionari dell’ente politico in argomento.

In particolare, il Sindaco avrebbe imposto al dirigente di  settore l’accoglimento di un’istanza volta a ottenere il patrocinio di una manifestazione pubblica nonché un contributo economico per l’organizzazione della stessa, incidendo sulla sfera decisionale del funzionario. Analoga condotta sarebbe stata posta in essere nei confronti di un altro dirigente comunale, al fine di imporgli la revoca in autotutela di un provvedimento con effetti sfavorevoli rispetto alla pratica relativa ad un lido balneare sul litorale priolese.

E ancora, avrebbe disposto l’annullamento di sanzioni al codice della strada, elevate a privati che hanno richiesto un suo intervento, alterando il contenuto dei verbali, in concorso con personale del Comando della Polizia municipale di Priolo.

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