10 Agosto 2022

Certificati in discarica, si cerca la falla nel sistema di smaltimento. Rischio ambientale con le sostanze contenute nelle banconote trovate

La Procura da una parte, i Comuni di Ragusa e Siracusa dall’altra. Se i magistrati indagano sulla provenienza degli “strani” rifiuti nella discarica abusiva di contrada Rinelli alle porte di Acate, i due comuni hanno avviato una serie di verifiche interne per individuare la falla nell’opera di smaltimento dei documenti cartacei sensibili perché contenenti nomi di diversi cittadini.

Di solito, secondo una fonte interna di palazzo Vermexio, lo smaltimento degli scarti anche cartacei, assimilabili a rifiuti, viene affidato al gestore del servizio di igiene urbana. L’ultima operazione sarebbe avvenuta lo scorso anno e, in qualche caso, sarebbero state utilizzate anche alcune ditte di trasloco. La destinazione, in entrambi i casi, come richiesto dal Comune, la discarica comunale con il centro di raccolta.

Magistrati, invece, concentrati sui bricchetti di carta filigrana e sui brandelli di banconota trovati a Rinelli. Bankitalia affida periodicamente lo smaltimento delle banconote ad aziende che rispondono ad un bando ben preciso. Le cose dovrebbero cambiare entro l’anno in corso visto che, per adeguarsi ad alcune direttive della Bce, bisognerà dare una mano all’ambiente.

Il denaro cartaceo presenta una serie di sostanze inquinanti al suo interno. Basti pensare all’inchiostro o ai tanti metalli pesanti che, smaltiti in discarica, danneggiano in maniera grave l’ecosistema. E questa è la preoccupazione degli ambientalisti e, soprattutto, degli stessi magistrati. Queste sostanze potrebbero essere state assorbite negli anni dal terreno con le abbondanti piogge. Insomma, un danno ambientale non indifferente.

Banca Italia ha affidato a 34 sue filiali le verifiche delle banconote deteriorate e destinate al macero. Fino ad oggi i soldi usurati vengono inviati in discarica, ma, come anticipato prima, dal 2023 si dovrà seguire una nuova proceduta di smaltimento.

Il denaro deteriorato verrà bruciato, infatti, nei termovalorizzatori presenti sul territorio nazionale con l’obiettivo di creare energia pulita. Si tratta di tonnellate di banconote (nel 2020 circa 600) che, prima di essere smaltite, vengono tagliuzzate in piccole parti e pressate. Dal prossimo anno non sarà più necessario seguire questo tipo di procedimento, poiché nei termovalorizzatori andranno le banconote intere.

Alcune sperimentazioni avviate quest’anno stanno già dando i primi risultati positivi. Gli impianti fotovoltaici, collocati nella fabbrica di produzione delle banconote e sugli immobili dove sono attive le filiali bancarie di Catania e di Catanzaro, per esempio, hanno già permesso di creare energia elettrica in autonomia per oltre 67mila kilowattora.

Ma qualcuno preferisce ancora contrada Rinelli.

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