10 Agosto 2022

Infortuni sul lavoro, la Cisl chiede un tavolo di coordinamento

Un tavolo di coordinamento permanente di confronto sui territori e la definizione di attività certe e costanti di presidio sul livello locale, in piena prossimità delle realtà lavorative, in grado di aumentare la sinergia tra parti sociali e istituzioni, a cominciare dal presidio in ogni contesto lavorativo della rappresentanza sindacale e territoriale, al fine di garantire quel controllo di prossimità a favore dell’affermazione delle tutele di salute e sicurezza.

È questa la richiesta formulata e contenuta nel documento della Ust Cisl Ragusa Siracusa che questa mattina, dopo il sit in piazza Archimede, è stato consegnato al vicario del Prefetto Michela Savina La Iacona.

«Il coordinamento – ha dichiarato il segretario generale della Ust Cisl, Vera Carasi, che ha guidato la delegazione ricevuta in Prefettura – deve rendere funzionale ed evitare la dispersione di risorse tra le istituzioni deputate ai controlli e ispezioni. Bisogna realizzare un grande investimento su prevenzione e formazione, anche attraverso la valorizzazione degli enti bilaterali e gli organismi paritetici. La Ust Cisl Ragusa Siracusa ha sempre parlato della sicurezza come un investimento per le stesse aziende. La campagna #presidiamolasicurezza avviata dalla Cisl siciliana intende porre al centro di ogni agenda politica chiedendo, anche, che il previsto Comitato regionale di Coordinamento in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro operi in raccordo con i coordinamenti territoriali.»

Nel documento consegnato alla dottoressa La Iacona anche i dati del rapporto Inail della provincia di Siracusa.

«Numeri sempre preoccupanti – ha concluso Vera Carasi – La nostra preoccupazione è alimentata anche dal fatto che la legislatura che sta per chiudersi non ha varato il decreto istitutivo dell’ispettorato nazionale del Lavoro. E poi serve accendere i riflettori sul mondo della sicurezza delle forze dell’ordine. I recenti fatti avvenuti nel carcere di Noto sono lo specchio reale di una grave sottovalutazione del fenomeno della mancanza di personale.»

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