10 Agosto 2022

La psicologa del viaggio alla ricerca dei luoghi d’arte emozionali

Si torna al viaggio, all’arte in Sicilia, al racconto di chi osserva l’animo umano. Di chi lo fa per professione ed è anche una donna che viaggia e ama molto la nostra isola. Pugliese, siciliana d’adozione, Maria Pia Chirizzi è psicologa specializzata in psicoterapia sistemico-relazionale. Il che significa che studia l’individuo all’interno del sistema che lo accoglie.

Le chiediamo del viaggio come dimensione naturale distante da quella virtuale ormai consolidata nelle nostre vite, e anche del viaggio più importante, quello dentro se stessi. “L’essere umano ha sempre viaggiato in cerca di ambienti favorevoli alla sua esistenza. È in questo spostarsi da un luogo all’altro che si compie il percorso della vita, dalla nascita alla morte, portandosi dietro un bagaglio culturale e andando incontro a mondi inaspettati, alla diversità che è sempre una ricchezza. Nella vita di tutti i giorni, la tv, internet rappresentano grandi opportunità di conoscenza, eppure non bisogna dimenticare che esiste un mondo reale, da vivere entrando il più possibile in contatto con noi stessi: perché non sono le persone a fare il viaggio ma è il contrario. Quindi diventa importante andare verso la scoperta di se stessi, attraversare il nostro mondo interiore, l’interiorizzazione dei modelli relazionali che ci influenzano, fino a giungere all’idea di autorealizzazione”.

In questo percorso di crescita personale l’arte può svolgere un ruolo importante, visto che spesso è utilizzata in psicoterapia per il suo carattere creativo, dunque liberatorio. Chiediamo alla Chirizzi quali pratiche artistiche sono più appropriate al raggiungimento di un benessere psicologico. “Premesso che tutta l’arte è rivolta all’educazione e alla salute psicologica, una pratica utile in casi di ansia e di depressione è l’utilizzo della fotografia perché spinge a ricordare i vissuti, a rappresentare una storia, a immaginare il futuro. L’autoritratto è particolarmente terapeutico, aiuta a esporsi al mondo, a comunicare in modo efficace e immediato con esso”.

Benessere diventa allora una parola chiave nel nuovo modo di intendere la psicoterapia: “Certamente – risponde la dottoressa – la terapia psicologica non è rivolta solo a chi vive un disagio ma anche a chi vuole entrare in contatto con se stesso, quindi va a inserirsi in una prospettiva di ricerca della propria serenità interiore”.

È in questa indagine personale che si scopre il proprio ambiente. La Sicilia è una terra ricca di simboli e luoghi straordinari. Quali potrebbero essere emotivamente i più significativi? “Ce ne sono tantissimi. Forse la metafora più profonda è quella insita nella storia di Colapesce, che si immerge e decide di sostituirsi a una delle tre colonne che sorreggono l’Isola. È l’uomo portatore di un peso fondamentale, rappresenta il rispetto per il proprio habitat. E poi esiste un luogo in Sicilia particolarmente suggestivo: il teatro di Andromeda nell’agrigentino, che ha una storia molto affascinante, quella di un pastore che cambia la sua vita e diventa un artista. Lì ogni pietra ha un significato particolare che va accolto nella misura in cui siamo in grado di essere noi stessi.

Ancora: c’è il Cretto di Gibellina, altro luogo d’arte altamente significativo. Ma forse il simbolo per eccellenza rimane l’Etna”. Un ultimo sguardo ad artisti che hanno portato avanti ricerche interiori. “Frida Kalho con la sua vita ha insegnato che attraverso la sofferenza si può giungere al capolavoro. Per esempio lei è stata un’artista libera, si è mostrata per quello che era. Un altro che ha dipinto il dolore è stato Munch: molto sofferto è stato il suo rapporto con le donne. E poi voglio ricordare un artista contemporaneo molto vicino a noi: Mario Rapisardi, catanese, ha vissuto a Noto. Della sua arte mi conquista il cambiamento dei colori nelle sue tele, il movimento introspettivo degli esseri umani”.

Daniela Frisone

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