30 Novembre 2022

Sere d’estate per Dino Cartia

Una serata tra aneddoti e ricordi del padre giornalista.
Loredana e Barbara Cartia, insieme alla cugina Tiziana Blanco, hanno raccontato
Dino in una versione più intimista, svelando anche piccoli momenti di vita familiare.
Ne è venuto fuori un racconto a più voci, leggero e sincero. Dalle manie agli
immancabili papillon, dallo studio chiuso e inviolabile quando lui scriveva di notte,
al silenzio durante i pranzi ascoltando i telegiornali.

Sono le prime tessere, di quel mosaico – fatto di parole, riflessioni, aneddoti, racconti, immagini (anche inedite) e testimonianze – che per tutta l’estate si proverà a realizzare nel dehors della pasticceria Neri che ieri pomeriggio ha ospitato l’incontri di apertura del ciclo di incontri dedicati, nel decimo anniversario della sua scomparsa, a Dino Cartia uno dei volti più noti della scena giornalistica siracusana degli ultimi tempi.


L’appuntamento con Caro Dino ti scrivo… rientra nel più articolato programma
degli appuntamenti estivi promosso da Alfio Neri per la cultura con il supporto di
G60 #GENERAZIONESESSANTA – idee, progetti, esperienze -. Dopo l’introduzione
dell’imprenditore dolciario e “provocatore culturale” per passione Franco Neri e del
giornalista Aldo Mantineo, promotori del ciclo di incontri, il testimone è passato
nelle mani di Prospero Dente, segretario provinciale dell’Assostampa e direttore di TamTamTv, che ha
guidato la conversazione che si è snodata ben oltre i confini del Dino Cartia
giornalista spaziando dall’amore per la musica, mai nascosto anche in famiglia, a
quello per i libri – con i volumi preferiti sempre sul comodino – passando per
quella voglia di fare cultura condivisa con la cerchia dei suoi affetti più cari. Una
schiera nella quale figlie e nipote si sono definite le prime fans di Dino Cartia.


Tiziana Blanco, fotografa, ha poi raccontato di come spesso abbia incrociato la sua
vita professionale con quella dello zio seguendo fatti di cronaca.
Una chiacchierata all’insegna delle emozioni e dell’amarcord che ha coinvolto
anche due operatori video storici, Salvo Rizza e Peppe Migliara. Anche da loro il
contributo per una serie di ricordi delle redazioni di quel tempo.

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