26 Novembre 2022

Lorenzo Maria Ciulla, il pittastorie del quartiere Angeli

Il nostro viaggio intorno al mondo dell’arte continua. Dopo tutto la Sicilia è luogo dell’anima, custode di favolose immagini e simboli intramontabili. Dalla Trinacria al carretto, è tutta un’esplosione di magia e colori. Ne parliamo con chi trae forza da certa tradizione: Lorenzo Maria Ciulla, giovane e affermato artista del quartiere Angeli di Caltanissetta.

Lo chiamano il pittastorie, ed è un appellativo che rimanda all’idea dei cantastorie siciliani. Loro cantavano le storie, lui le dipinge. E lo fa utilizzando gli stessi colori dei cartelloni di chi cuntava il fatto successo alla Barunissa di Carini oppure reclamava i diritti della manovalanza che si sentiva sfruttata dal padrone della “roba”. Lorenzo Maria Ciulla, classe 1986, prima di tutto racconta la sua storia. La passione per la musica, da cantante dei Merce Fresca, i viaggi, la ricerca artistica, i periodi di riflessione, nel 2018 la svolta: Lorenzo smette di fare musica, decide di essere artista a tempo pieno o pittastorie di professione. “È un anno particolare – dice – un anno intero lontano dalla Sicilia, l’anno della perdita ma anche del ritrovamento, l’anno in cui decido chi voglio essere e scelgo di cercare la bellezza delle cose”. Così Ciulla, che da sempre ha organizzato e curato eventi nel suo territorio, punta molto alla cura artistica dei luoghi del suo quartiere e non solo, gestisce laboratori creativi per bambini come “Dipintu”, in cui crea una bozza di un’opera che poi viene riempita di colori dai più piccoli.

L’idea dell’arte è sempre la stessa, si parte dalla vita, quella vera, si incontra la gente, le loro storie, si accarezzano i loro sentimenti, le loro ragioni e tutto questo diventa nocciolo o perlina di una collana, che poi è il cerchio dell’ispirazione di Lorenzo. Da una famiglia in cui l’arte, il teatro, l’artigianato sono di casa, il pittastorie del 2000 coglie o raccoglie l’immaginifico isolano fatto di carretti e paladini, di avventure struggenti, di incontri e scontri rivelatori, di cattive e strane abitudini. I suoi dipinti sono per lo più grandi, traggono dalla letteratura cavalleresca, non solo siciliana, la loro matrice più profonda. Per esempio da Don Chisciotte, il sognatore per antonomasia, che ricorda a Ciulla “la lotta per la scoperta della bellezza, il viaggio alla conoscenza del senso interpretativo delle cose, quello che nasce da una specie di depressione felice, e cioè dalla sfida che supera il naturale fallimento”. 

E poi ci sono quei coloratissimi dipinti in bilico tra illustrazione e pittura naïf, che rappresentano la ricerca di un equilibrio tra uomini e animali fino alla formazione del terzo essere, che non è né del tutto uomo e né del tutto animale, e forse ha trovato una reale stabilità biologica e sentimentale. Il mondo animale, così presente nella pittura di Lorenzo Ciulla, rivela purezza, semplicità, voglia di vita, che è dall’altra parte della dualità insita nei ritratti dei personaggi umani, carichi di dualismo, buio e luce, e disagio che esce fuori da un particolare come l’occhio chiuso.

È davvero speciale tutto il bagaglio di sensazioni evocative che si respira dalla pittura di Ciulla. Una macchia di giallo rosso e azzurro in quel quartiere Angeli che Lorenzo custodisce e rinnova anche nel progetto di una Casa Museo. Una struttura antica di proprietà dei bisnonni a ottobre diventerà luogo di incontro per artisti, per eventi culturali per chi va e torna, per chi dona e riceve arte e bellezza. Il tutto condito da un’idea del viaggio artistico che Lorenzo concepisce in modo fluido, come l’acqua che esplora, scava, crea ma anche pulisce e irrompe anche là dove si credeva impossibile.

Daniela Frisone

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