30 Novembre 2022

L’arte che incontra il sacro

Un tour d’arte in Sicilia arriva dritto al sacro. Siracusa e tutto il Val di Noto recano i segni tangibili di passaggi ad elevata frequenza spirituale e religiosa. Ne parliamo con Dario Bottaro, esperto di arte sacra in Sicilia, autore di “Vergine Madre. Madonne col Bambino nel Rinascimento aretuseo dalla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo al Val di Noto” (Il Raggio Verde Edizioni, 2022).

Dario, qual è il percorso da intraprendere per conoscere e riconoscere l’arte sacra nel nostro territorio?

Si parte dal Museo Bellomo, cuore pulsante della nostra storia, che conserva testimonianze di arte sacra prebarocca. La mia formazione accademica, un mentore come Michele Romano e un dialogo costruttivo con la direttrice del museo Rita Insolia, mi hanno spinto a cercare nei depositi della Galleria regionale. Lì esistono tante stratificazioni interessanti, tavole quattrocentesche, Madonne del Trecento, quadri religiosi del Seicento antecedenti il terremoto del 1693. Dallo studio dei materiali poi si passa alla ricerca dei luoghi, che deve essere principalmente innovativa. È bene quindi scartare l’idea esclusiva di Siracusa come parco archeologico e Ortigia. Bisogna piuttosto passeggiare in modo curioso, osservare gli spazi cittadini meno gettonati, per esempio il quartiere della Borgata, e giungere alle chiese della provincia i cui altari rivelano la storia delle commissioni dell’aristocrazia siracusana.

Tu sei conosciuto come studioso di Santa Lucia, autore di pubblicazioni a carattere storico-artistico sulla martire siracusana. Che rapporto c’è tra lo studioso e il pubblico?

Io instauro sempre un rapporto stretto con chi segue le mie ricerche. Cerco di trasmettere e di semplificare la materia, condividendola in modo appetibile e comprensibile. Non esiste solo il devoto, perché ciò che nasce come frutto della mia devozione arriva anche a chi vuole unicamente conoscere l’arte sacra nel nostro territorio. Quella che per me è una “bella follia”, ad esempio riuscire a sapere perché in un determinato contesto la statua della Madonna della Neve viene chiamata Madonna delle Grazie, diventa input di riflessione e motivo di crescita anche solo per il curioso.

Oggi dove approdano i tuoi studi?

A una collaborazione con il museo diffuso dedicato ai Gagini a Catania. Diventa interessante ampliare la ricerca sul circuito di influenza degli scultori rinascimentali nella provincia di Siracusa, quindi anche a Buccheri e a Noto.

E alla fine parliamo di un progetto affascinante come Gira_con_noi_sicilia, che vanta moltissimi followers nelle principali piattaforme social.

Anche questa è una bella sfida, condivisa con Giacomo Vespo dal 2018, anno di un nostro viaggio ad Agrigento. L’idea nasce dalla voglia di conoscere e far conoscere non solo il nostro territorio ma anche le persone che lo amano. È il tour dei sentimenti, dei profumi, delle tradizioni intorno alla nostra Sicilia. Ecco perché io e Giacomo non ci preoccupiamo di fare 900 km in un giorno: si va alla scoperta del particolare inedito di un paesino che merita di essere ricollocato nella memoria di ciascuno.

Daniela Frisone

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