26 Novembre 2022

Emergenza rifiuti, il sindaco Italia favorevole ai termovalorizzatori. No di Legambiente: “soluzione vecchia e impraticabile”

Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia rompe gli indugi e si dice favorevole ai termovalorizzatori. “Non possiamo farne più a meno” si legge in un post sui suoi profili social. “Siamo stati tra i primi a chiederli e come classe politica dovremmo chiedere che sia una priorità per il prossimo governo regionale”.

Italia, ospite di una talk televisivo di Telecolor sull’emergenza rifiuti ha ribadito il suo parere favorevole, conscio che una soluzione di questo tipo, dati i tempi lunghi di realizzazione del termovalorizzatore – potrebbero risolvere la crisi solo nel lungo periodo. “Esistono realtà che fanno enormi sforzi per differenziare – spiega – e quindi a mio avviso andrebbe fatto un regolamento che stabilisca priorità di conferimento per chi differenzia di più, rispetto a chi è meno virtuoso. Non facendo in questo modo si rischia di vanificare il lavoro svolto, proprio come accaduto a Siracusa, dove per oltre due settimane non si è riusciti a raccogliere l’indifferenziato anche in quelle zone della città che differenziano”.

Sulla vicenda non si è fatta attendere la risposta di Lega Ambiente.

“I termovalorizzatori sono una soluzioni vecchia e impraticabile alla gestione dei rifiuti”. “Il sindaco Italia e il suo capo politico (Calenda) che a ogni piè sospinto li ripropone ovunque se ne facciano una ragione”. Per Legambiente, le priorità per un corretto smaltimento dei rifiuti rimangono il riuso, la riduzione, la raccolta differenziata, il riciclo di materia e l’economia circolare. 

“Scegliere la strada degli inceneritori significa accettare un livello di raccolta differenziata per la Sicilia molto al di sotto degli obiettivi fissati dall’Europa. Una scorciatoia propagandistica, considerato che nel tempo che sarebbe necessario per costruirli (non meno di 5 -8 anni), l’Europa cancellerà per gli inceneritori l’esenzione oggi prevista per le emissioni climalteranti. Con ulteriori costi a carico dei cittadini, non delle imprese private che gestirebbero gli inceneritori”. 

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