28 Maggio 2022

Pineta di via Giarre, si rischia di cancellare la memoria urbana

Una lunga nota dell’ex assessore comunale Giusy Genovesi mette in guardia su ciò che sta avvenendo in via Giarre a Siracusa e nello specifico alla sua pineta, memoria ottocentesca e importantissimo lascito del piano urbanistico di Santa Panagia. Un progetto avveniristico quello realizzato nel 1958 dagli architetti Fiorentino e Aymonino, vincitore di un concorso nazionale e storicamente antesignano di un nuovo modo di progettare e realizzare alloggi popolari nell’Italia del dopoguerra.

“Quanto sta accadendo in questi giorni – dichiara l’architetto Genovesi – la distruzione con pala meccanica del viale alberato, cuore del quartiere ex INA di Santa Panagia, odierna via Giarre e via Grammichele, è la più ampia dimostrazione di una città incapace di leggere i segni perduranti e distintivi della propria storia urbana più recente, di una città sicuramente non matura a recepire il cambiamento tanto agognato e richiesto oggi alle pubbliche amministrazioni dall’Europa post pandemica. La nostra città non si dimostra all’altezza della sfida, al di là di progetti e finanziamenti richiesti o assegnati, la nostra città non è all’altezza di realizzare né tanto meno di gestire il suo patrimonio arboreo, neanche quando quel patrimonio, già prezioso di suo, appartiene alla storia dell’architettura italiana”.

“I lavori di manutenzione straordinaria – si chiede la Genovesi – hanno tenuto conto del contesto urbanistico ed architettonico e del ruolo che proprio il viale alberato di memoria ottocentesca riveste nel quartiere? Del ruolo che i grandi pini hanno nella memoria storica dei residenti e nel paesaggio urbano consolidato del quartiere? O piuttosto per l’immaturità cui facevo riferimento pocanzi questa città preferisce ancora alzare barricate tra pseudoambientalisti che vagheggiano questioni lontane dalla realtà dei fatti e fattivi iperrealisti che risolvono con un taglio netto i problemi dei cittadini? La complessità del mondo in cui viviamo non ci consente più queste divisioni nette e precise come un taglio ben assestato ad un albero vivo e in salute, non c’è più tempo di fronti opposti tra fautori del NO e fautori del SI, tra buoni e cattivi, è tempo di conciliazione, è tempo di “un disegno totale che non lasci margine al caso”, è tempo che la complessità, come il caso di via Giarre, si risolva con l’analisi ponderata delle opportunità offerte dalla scienza e dalla tecnica, Archimede sarebbe senz’altro d’accordo. All’amministrazione chiedo: fermate i lavori, riflettete e con scienza agite”.

“Già nel 2019 – prosegue l’ex assessore della giunta Italia – ci ponemmo, come amministrazione, il gravoso problema di affrontare i disagi e i gravi degradi lamentati da alcuni cittadini, residenti negli edifici più prossimi al viale di memoria ottocentesca, e già nel 2019, nell’allora ruolo di Assessora, proposi al Sindaco e al Consiglio Comunale la necessità di affidare un incarico di consulenza specialistica all’Università di Catania o ad un arborista esperto al fine di poter valutare su base scientifica il reale stato di salute degli alberi di via Giarre e come intervenire per scongiurarne l’abbattimento affinché si potesse pervenire ad una soluzione ottimale per i cittadini residenti, tutelarne le case e tutelarne il benessere psicofisico offerto dal viale alberato del loro quartiere, elemento senz’altro distintivo e caratterizzante del loro abitare in città. Alla proposta non fu dato seguito, il resto è storia di questi giorni”.

“Non siamo pronti – conclude Giusy genovesi – semplicemente non siamo maturi per poter prenderci la responsabilità di decidere scientemente, di chiedere una consulenza specialistica sugli alberi, come la si chiede per una questione legale o finanziaria! Gli alberi, come i botanici, non sono importanti, vengono dopo, sempre dopo, in fondo non sono così necessari, sono semplicemente alberi, sacrificabili per un fine più importante…peccato che la scienza dica tutt’altro e che il mondo vada da tutt’altra parte rispetto a noi”.

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